Logistica urbana: il modo più intelligente per avvicinare le consegne al cliente

 

Attualmente, la pandemia ha incrementato lo spazio economico delle eCommerce nel mercato finanziario con la conseguenza di riportare nelle città hub logistici direttamente collegati al commercio elettronico. Questo significa anche un determinato impatto sulla mobilità urbana, ecco perché è nata l’esigenza di un modo più intelligente per avvicinare le consegne al cliente, uno hub logistico sostenibile ed efficiente per acquisti e resi.

La rivoluzione logistica per i comuni e per le periferie

 Il commercio elettronico sta contribuendo alla rivoluzione della logistica urbana su scala globale, in quanto ricopre un ruolo strategico le consegne e i resi. Soprattutto nel 2020, con la pandemia che ha ribaltato i ruoli e il suolo dell’economia nei rapporti fra clienti, fornitori o venditori, è ritornato fondamentale l’utilizzo di hub logistici concentrati su spazi di piccole dimensioni per lo smistamento, che ha ottenuto l’attenzione di investitori e sviluppatori a livello internazionale.

Il City Logistic è un tema attuale proprio perché si concentra intorno alla riqualificazione – creazione di hub logistici specifici ai bordi delle città (Last Mile), quindi in periferia e anche in centro (Urban Warehouse). Questo sistema rappresenta il cuore della consegna a domicilio per le merci acquistate online.

I CDU (Centri di Distribuzione Urbana) sono associati ai servizi moderni della distribuzione logistica e svolgono compiti di stoccaggio e deposito per quantitativi più grandi di prodotti finiti e merci.

I Transit Point, invece, rappresentano Hub Logistici che hanno il compito di assicurare uno smistamento agevole verso gli operatori delle catene distributive, ottimizzando al meglio rispetto le piattaforme di stoccaggio CDU.

Ecco perché, i Transit Point, possono essere anche organizzati per la gestione degli spazi dei Pick-Up Point, che riguardano gli acquisti online tramite eCommerce del consumatore finale.

Le problematiche che il Transit Point determina sono di origine trasportistica e tutte connesse all’accesso del veicolo commerciale in aree urbane. Per questo si è reso necessario rendere più accessibile il rifornimento al consumatore, ma anche al rivenditore, soprattutto in particolari aree urbane o centri storici che presentano determinate caratteristiche. Ecco quali sono nello specifico.

 Spazi ristretti per le operazioni di carico e scarico dei prodotti o delle merci, onde evitare il problema dei parcheggi in doppia fila.

  • Allungamento delle tempistiche di viaggio e aumento dei costi di consegna, dovuti all’impossibilità di scaricare vicino al luogo indicato per la consegna. In questo caso, è necessario ricorrere a due autisti con un raddoppio della tariffa.
  • Servizi di più trasportatori per pochi destinatari, ogni autista effettua un numero basso di consegne.
  • Numero di consegne eccessivo rispetto alle possibilità dell’autista, questa situazione genera un aumento dei costi e anche delle tempistiche di consegna.

 A questi fattori che sono generali, si aggiungono le caratteristiche specifiche delle città, come il volume del traffico, i centri storici chiusi al traffico dei veicoli, l’aumento dell’inquinamento atmosferico dovuto all’incremento del traffico stesso, l’usura delle infrastrutture stradali e i danni indiretti al patrimonio storico.

 Questo significa che da una parte, la richiesta di hub logistici nei centri urbani è in aumento, dall’altro lato, è in aumento anche l’impatto che ne deriva.

 

I modelli di gestione degli hub logistici

 

Ecco l’esigenza di contenere le conseguenze negative di questa situazione, da qui i diversi modelli di gestione degli hub logistici, stilati dall’INDIS (Unioncamere) nella “Logistica Commerciale e Distribuzione delle Merci nei Mercati Cittadini”.

  • Modello Volontario. Qui si afferma che una cooperativa che si occupa della gestione di un Transit Point, ha la possibilità di aprire il deposito anche a soggetti esterni (Germania).
  • Modello Semi Privatistico. In questo caso, per svolgere le funzioni si rende necessaria una specifica licenza amministrativa che deve rispettare diversi parametri, che sono inerenti ai mezzi che vengono utilizzati. Inoltre, questo modello individua anche specifiche fasce orarie dove il servizio viene abilitato (Olanda).
  • Modello Totalmente Pubblicistico. In questo caso, le funzioni vengono svolte dalla Pubblica Amministrazione, che opera attraverso una concessione ad un’azienda privata (Principato di Monaco). Questa soluzione particolarmente rigida è una necessaria conseguenza ad una configurazione territoriale con caratteristiche particolari, come nel caso specifico del Principato, ad esempio: le dimensioni ridotte della zona.

L’accordo fra Mit, Città, Camera di Commercio e associazioni di categoria

Nel documento è presente l’accordo del 2012, firmato dal MIT con gli Assessori alla Mobilità delle citta metropolitane di Torino, Napoli e Milano, insieme alla Camera di Commercio della città di Torino e a diverse associazioni di categoria che si interessano alla distribuzione di prodotti e merci nelle zone urbane.

Questo accordo ha lo scopo di favorire un processo di armonia fra le parti che hanno aderito, per raggiungere la creazione di un sistema, attraverso le esperienze condivise e il Know – How fra i comuni che hanno deciso di adottare questa procedura della logistica e dell’esperienza degli Hub.

 

Ecco quali sono le indicazioni specifiche per i Comuni che consentono di predisporre di un Hub Logistico sostenibile ed efficiente.

 

  • Bisogna rendere la riconversione degli edifici (che hanno cambiato utilizzo o sono stati dismessi) prioritaria. In questo modo è possibile organizzare basi strategiche per organizzare la spedizione al consumatore finale e diminuire lo spazio e il tempo di percorrenza.
  • Convertire i CDU attuali in semplici Hub Logistici Smart, in questo modo le merci scaricate vengono distribuite più facilmente nelle aree urbane con un impatto ambientale più basso.
  • Integrazione e creazione di un sistema fra i differenti nodi infrastrutturali, come ferrovie, porti, centri agroalimentari, interporti e altri.
  • Valorizzazione e recupero delle reti ferroviarie e delle zone di pertinenza. Ottimizzare tutti i punti strategici delle vie ferroviarie dove siano collocate in punti strategici, in accordo con le imprese.
  • Creare delle mappe logistiche delle esperienze nella mappa, in questo modo è possibile ispirarsi alle pratiche di successo degli hub logistici e nel sistema di distribuzione urbana.
  • Fissare e concordare una migliore accessibilità delle merci attraverso linee di indirizzi specifici.
  • Istituzione di un tavolo tecnico in materia, quindi il coinvolgimento della Camera di Commercio per la coordinazione delle attività.

 In questo modo è possibile ottenere un Transit Point efficiente per quanto riguarda le consegne a clienti finali, vendite, resi o forniture, che consente di rispondere alle esigenze specifiche dell’ eCommerce, attraverso un ritorno economico di una maggiore produttività, ossia tempi minori di consegna, abbassamento dell’inquinamento attraverso l’impiego di mezzi più ecologici e una migliore scorrevolezza e diminuzione del traffico.

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